Crediamo in Dio e in tutti i Suoi Profeti

Di': “Crediamo in Allah e in quello che ha fatto scendere su di noi e in quello che ha fatto scendere su Abramo, Ismaele, Isacco, Giacobbe e le Tribù, e in ciò che, da parte del Signore, è stato dato a Mosè, a Gesù e ai Profeti: non facciamo alcuna differenza tra loro e a Lui siamo sottomessi”. [Corano, 3:84]

20 maggio 2014

Condanna degli atti di terrorismo in Siria e Nigeria - Sheikh Samir Radouan Jelassi

Giornale del Popolo, 20.05.2014
Mi trovo un’altra volta a condannare in modo chiaro e deciso, senza esitazioni, due tragedie compiute nel nome dell’Islam, o così sembrerebbe. Quello che é accaduto ieri, ma soprattutto nelle scorse settimane - con il sequestro di giovani studentesse cristiane e musulmane in Nigeria per mano della setta estremista di Boko Haram - è orribile. Per noi, nell’Islam, questo è un atto proibito, criminale ed é una violazione dei diritti dell’essere umano. Saluto il gesto doveroso della ”Unione mondiale dei saggi dell’Islam”, dell’istanza dell’Azhar, del consiglio della fatwa per i musulmani d’Europa, e di una lunga lista di sapienti (fino al Gran Mufti dell’Arabia Saudita) nella condanna decisa del gruppo di Boko Haram e di dichiarare lo stesso gruppo come setta fuori dalla linea dell’Islam (e che i suoi atti vanno anche contro i musulmani stessi).
La condanna vale anche per tutti gli atti di violenza e ingiustizia commessi da alcuni gruppi o individui contro la minoranza cristiana in Siria. Perché l’Islam chiama al dialogo e sl rispetto nel loro confronto, come viene citato nel Corano in diversi passaggi. Ormai sta prendendo piede la tattica di terrorizzare con qualunque mezzo chiunque (sia esso cristiano o musulmano) non sia in linea con le idee di questi gruppi estremisti.


Quella siriana è una tragedia in tutti i sensi. A livello umanitario, religioso, politico e culturale. Questo luogo è magnifico e ha una storia di pace tra musulmani e cristiani. Ne ho la testimonianza diretta da diversi siriani musulmani e cristiani che mi confermano come per secoli la convivenza è stata pacifica.
Questa guerra è il risultato di un conflitto complicato. Gli studiosi che conoscono bene questa realtà hanno cercato di decifrare la situazione nella quale sono presenti interessi diversi e contrapposti, con radici a livello internazionale. E la religione è strumentalizzata. Mi spiego. L’opposizione accusa il regime di usare alcuni gruppi manipolati per commettere crimini verso la comunità cristiana. In questo modo cerca di danneggiarne l’immagine. Dall’altra parte c’è chi dice che questi gruppi sono mandati da altri Paesi e questo per un motivo politico. Insomma c’è anche una grande confusione.

A livello religioso ogni Imam, ogni musulmano che conosce bene le regole dell’Islam e del Corano non può trovare da nessuna parte una giustificazione a quanto sta capitando ai cristiani. Perché il Corano ha chiamato al rispetto, al dialogo con cristiani ed ebrei. Non posso immaginare che questo sia giusto o corretto o possa essere legittimato dall’Islam. Questi sono atti criminali, fuori dall’Islam che è una religione di pace e che rispetta i cristiani, la loro libertà, la dignità di culto, il luogo di culto e le loro tradizioni. Quindi condanno quanto sta succedendo in Siria senza esitazioni. E prego con tutto il mio cuore che questo luogo possa riprendere la sua tranquillità, la sua pace, la sua serenità. Perché in questo momento stiamo anche assistendo a una grande perdita culturale. Vediamo ogni giorno le immagini di distruzioni di luoghi storici e di culto e ciò mi fa molto male.

Bisogna però ricordare che anche la propaganda mediatica ha un ruolo nell’accrescere la sensazione di persecuzione nei confronti delle minoranze in Siria. Per questo motivo invito sempre ad accertarsi della veridicità di certe testimonianze e di verificare l’attendibilità delle fonti.

Spero che il mondo possa attivarsi per fermare la guerra e il bagno di sangue. Una tragedia che tocca tutta l’umanità e in primis noi musulmani perché danneggia la corretta immagine dell’Islam come religione di pace.

Samir Radouan Jelassi (imam della Lega dei Musulmani in Ticino)

Leggi anche la condanna su ticinonline:

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Invero, la religione presso Allah è l'Islàm

Allah testimonia, e con Lui gli Angeli e i sapienti, che non c'è dio all'infuori di Lui, Colui Che realizza la giustizia. Non c'è dio all'infuori di Lui, l'Eccelso, il Saggio. Invero, la religione presso Allah è l'Islàm*. Quelli che ricevettero la Scrittura caddero nella discordia, nemici gli uni degli altri, solo dopo aver avuto la scienza. Ma chi rifiuta i segni di Allah, [sappia che] Allah è rapido al conto. [Corano, 3:18-19]
*[“la religione presso Allah è l'Islàm”: nel rapporto tra uomo e il suo Creatore, (gloria a Lui l'Altissimo) la posizione del primo non può essere che di totale sottomissione, cioè islamica]